...angoli di fogli sparsi, taccuini scritti frettolosamente aspettando un treno, scarabocchi e fotografie: dove le cose che non so dire prendono vita...





Sono una selvaggia che appena può sta a piedi nudi, perchè solo così riesco a stare perfettamente in equilibrio.Sono una bimba che gira per casa con gli antiscivolo, perchè ho bisogno di sentire il contatto diretto con la terra.Sono troppo alta per indossare scarpe con il tacco, perchè sennò finisce che mi trovo a parlare agli altri da sopra una nuvola.Sono un’adolescente che va ancora in giro fieramente in Converse.Sono il mio primo paio di ballerine e mi dicono che mi manca il baschetto e sembro francese.

Sono una selvaggia che appena può sta a piedi nudi, perchè solo così riesco a stare perfettamente in equilibrio.
Sono una bimba che gira per casa con gli antiscivolo, perchè ho bisogno di sentire il contatto diretto con la terra.
Sono troppo alta per indossare scarpe con il tacco, perchè sennò finisce che mi trovo a parlare agli altri da sopra una nuvola.
Sono un’adolescente che va ancora in giro fieramente in Converse.
Sono il mio primo paio di ballerine e mi dicono che mi manca il baschetto e sembro francese.




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Quando apri Fb e trovi la richiesta d’amicizia dall’ultima persona sulla faccia della terra che pensavi si sarebbe più fatta viva.
Hai solo quattro anni di ritardo.




Apr 23 · 6 · Reblog
tagged as: D.. 
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Quando parliamo e mi stai ad ascoltare.
Quando fai lo scemo e sfoggi quel sorriso, che fa scappar via ogni pensiero o preoccupazione.
Quando non ti chiamo tutto il giorno, perchè ho avuto una giornata brutta, e stai in pena, perchè pensi che mi sia successo qualcosa.
Quando mi parli di chimica ed io cerco di capire, anche se la chimica l’ho sempre sopportata poco.
Quando mi chiedi di portare il Chi quando vengo da te e programmi su dove potremmo farlo dormire e dove portarlo a fare delle passeggiate fra i boschi.
Quando cucino, ma intanto mi gironzoli attorno a rompere le scatole.
Quando dici che non conosci certi musicisti e divento pallida in volto, perchè “Accidenti, non è possibile, bisogna rimediare!”
Quando poi, se ci tengo tanto ad un concerto, vieni anche tu, anche se il cantante non ti fa impazzire.
Quando sono impegnata a fare qualcosa e mi guardi con occhi incantati.

Quando mi dici in faccia senza tanti problemi se qualcosa non ti va bene.
Quando siamo a casa d’altri che tu conosci bene ed io no, si sta chiaccherando e mi porti un bicchiere d’acqua, perchè sai che magari non sto a chiederlo per non disturbare.

Quando stai guidando e ogni tanto mi prendi la mano per baciarla.
Quando mi dici “Rimani ancora un po’ qui a letto, che preparo la colazione”.
Quando mi guardi e mi spettini i capelli sorridendo con aria da volpe furba che fa un dispetto.
Quando ci ritroviamo sdraiati tra i tuoi pouf a fare la lotta e a morire tutti e due dal ridere, per veder chi muore prima per il solletico.
Sono piccoli dettagli banali, ma tante volte sono quasi certa che non siano veri.
E allora li scrivo per ricordarmi che è così.
E, aldilà di tanti difetti che hai (e di tanti dfetti che ho), sono fortunata ad averti.




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Dopo aver a lungo “studiato” varie ricette in cerca di quella perfetta, madre si lancia nella preparazione della pastiera napoletana.
E non ha intenzione di farla in maniera approssimativa. Sta cuocendo il grano e meditando sul da farsi per l’essenza di fiori d’arancio homemade.
Per due giorni, mi sa che l’abbiamo persa. Io intanto assisto divertita.
Però mi chiedo: a Natale, era presa a me la fissa per i mostaccioli. A Pasqua, lei con la pastiera.
Ma niente niente che il mio bisnonno, quello orfano, avesse delle origini napoletane? Perchè, altrimenti, non si spiegano queste nostre voglie improvvise di imparare a cucinare cose napoletane.




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limoniamezzanotte replied to your post: Ho voglia di tornare a scattare.

ah che bella xunahh! Sorriso contagioso :D

Che caruccia che sei, grazie mezzanotte! :)




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Ho voglia di tornare a scattare.

Ho voglia di tornare a scattare.




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Do’ i numeri! 

Questa è la mia triste vita da qualche giorno a questa parte.
Un foglio excel, la vista che fa strani scherzi, lo scoring di nmila questionari, 245 item a bambino, 18 classi.
L’inserimento dati mi ucciderà.
E’ stato bello conoscervi.




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Ho trovato come persuadere madre ogni volta che ne avrò bisogno: è da stamattina che lei e il canide sgranocchiano i miei biscotti.

Ho trovato come persuadere madre ogni volta che ne avrò bisogno: è da stamattina che lei e il canide sgranocchiano i miei biscotti.




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Pomeriggi senza fretta.

Pomeriggi senza fretta.




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Sarà che, pur abitando in una città, ho sempre avuto la fortuna di avere il verde dei campi a due passi da casa e di sentire solo gli uccellini, le rane, i gufi e il flap flap di qualche pipistrello davanti alle finestre.
Sarà che un bel giorno hanno cominciato a tagliare alberi centenari e sono stati sostituiti da gru e sirene.
Sarà che negli ultimi cinque anni la mia zona è diventato un cantiere a cielo aperto, con palazzi che crescono come funghi, pur rimanendo invenduti, perchè il mio comune ha deciso di fare cassa speculando su ogni centimetro di terreno agricolo possibile.
Sarà che ora, come non bastasse il rumore solito, c’è pure il cantiere per il rifacimento della ferrovia, che, di per sè, ci voleva ed era pure ora, ma, tra ruspe e omini che gridano, è il delirio.
Sarà che dei miei vicini di casa, uno dei fratelli è flippato come una pigna e sbatte mobili o lancia cose per casa; l’altro, sedicenne, pensa di essere un grande produttore rap e spara musica tunza a tutto volume e emette suoni che sono a metà fra una scimmia urlatrice e i latrati di un cane sofferente.
Sarà che, considerato tutto ciò, sono diventata un po’ intollerante al rumore.
Ma io voglio un lanciafiamme. E lo voglio ora.




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Finalmente, in extremis, riesco a vedere la mostra di Izis.

"La fotocamera di Izis è una scatola magica. Dalle sue mani fioriscono come per incanto esseri e cose che si aprono e si animano come quei fiori di carta giapponesi che, posti in un bicchier d’ acqua, diventano all’istante esseri o cose di un immediato passato. Più tardi, deposte fra le pagine di un libro, sembrano dormire nei loro letti di carta. Ma il lettore apre il libro e le ridesta alla vita quando vuole, e le riconosce anche se non le ha mai viste prima”

- Jacques Prévert - 



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Esco, respiro e la memoria si accende.
R
iconosco nell’aria quel profumo particolare della pioggia dei temporali improvvisi e violenti di aprile, quando nell’aria si mescola alla fragranza dolciastra dei primi fiori.
Il profumo di quei temporali di corsa sotto la pioggia, dei temporali aspettando che spiova sotto un riparo troppo stretto per due quasi sconosciuti, così vicini da sfiorarsi, così vogliosi di toccarsi sapendo che no, non è possibile.
E’ strano, dopotutto, ma sorrido a pensarci.
In un giorno di pioggia, ti rivedrò ancora. Forse.

(Source: Spotify)




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#2 Il giardino dei ricordi piccini     Margherite fra cui ci sdraiavamo, all’ombra di piante che non ci sono più.

#2 Il giardino dei ricordi piccini
     Margherite fra cui ci sdraiavamo, all’ombra di piante che non ci sono più.




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#1 Il giardino dei ricordi piccini     Coccinelle per amiche e fragoline a merenda.

#1 Il giardino dei ricordi piccini
     Coccinelle per amiche e fragoline a merenda.




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Fin da piccola, mi è sempre capitato di passare delle notti intere a fare sogni terribili, popolati di strani personaggi.
Ed io ho la sfortuna di ricordarmeli sempre nei dettagli e di svegliarmi in preda all’inquietudine, per poi crollare di nuovo e tornare a sognare, in una estenuante spirale di dormiveglia che continua fino al mattino.
La scorsa notte ho rifatto quei sogni.
La scorsa notte, però, c’eri tu a dormire abbracciato a me, c’eri tu ad accarezzarmi i capelli e a darmi i baci sul naso come fai di solito.
Ti ho abbracciato più stretto. Deve aver visto quegli abbracci, perchè la strana bambina che prima continuava a seguirmi senza dire nulla finalmente se n’è andata.




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